Vccc.us

Vccc.us

Foibe video da scarica

Posted on Author Zur Posted in Sistema

  1. Che cosa furono i massacri delle foibe
  2. I Ragazzi del '53
  3. schede di storia

Con la Legge N. 92 del 30 marzo la Repubblica Italiana ha istituito per il 10 febbraio il "Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo. "La Storia siamo noi" ricostruisce la tragedia delle Foibe in occasione del Giorno del Ricordo. Le foibe sono Scarica Microsoft Silverlight. Los Angeles, CA - E' stata presentata la lista degli attori che faranno parte del film FOIBE. In un cast internazionale, dodici gli attori italiani scelti tra cui. sito della Lega Nazionale, associazione che dal lavora per l'italianità di Trieste, della Video · Convegno in ricordo di William Klinger · Trieste italiana · Irredentismo scarica, stampa e distribuisci ad amici e conoscenti La cosiddetta "Foiba di Basovizza" è in origine un pozzo minerario: esso divenne però nel.

Nome: foibe video da scarica
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. iOS. Windows XP/7/10. Android.
Licenza: Gratis!
Dimensione del file: 43.34 MB

Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana , celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo n. Al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria , a Fiume , in Dalmazia o nelle province dell'attuale confine orientale dall' 8 settembre , data dell'annuncio dell'entrata in vigore dell' armistizio di Cassibile , al 10 febbraio , giorno della firma dei trattati di pace di Parigi.

Sono esclusi dal riconoscimento coloro che sono stati uccisi mentre facevano volontariamente parte di formazioni non a servizio dell'Italia. La data prescelta è il giorno in cui, nel , furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l' Istria , il Quarnaro , la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia , in precedenza facenti parte dell'Italia. Alcune proposte di legge tutte senza esito favorevole vennero presentate rispettivamente nel [2] , nel [3] e nel [4] [5].

Per Giap ha scritto il saggio Quello che Cristicchi dimentica. Con questa scelta, il gruppo omaggia Nicolas Bourbaki , collettivo di matematici attivo in Francia dal al Scarica questo articolo in formato ebook ePub o Kindle. Mi piacerebbe che fosse adottato come testo scolastico. Siete grandi.

Ed è quello che è accaduto con una raccolta meticolosa di materiale, spesso falso,falsato, spesso senza prove di chi abbia commesso cosa e quando, accompagnato dalla propaganda mediatica e politica.

Beh comunque quella foto è disponibile sul sito di quelli della Osoppo … P. Ottimo, veramente ottimo post! Si sta ancora lavorando al ripristino degli altri link corrotti. Gli uomini ritratti nella foto dovrebbero essere, presumibilmente, profughi istriani nel dopoguerra….

Che cosa furono i massacri delle foibe

Infatti la foto si trova nel libro di Capogreco I campi del duce , Einaudi Visto che ho in mano il libro di Capogreco, ne approfitto per riportare alcuni dati: nel campo di concentramento di Gonars, nel corso di 16 mesi, furono rinchiusi fino a un massimo di internati, con una media di presenze intorno alle unità. Qua sono elencati i nomi.

Infatti, rispetto ai fucilati di Dane, non solo la foto era falsa, ma anche la giustificazione.

Quindi Vespa mente al quadrato! E non posso credere lo faccia per dabbenaggine. Da li derivano — direttamente — tutte le palle che vengono raccontate ancora oggi.

Dopodiché, avrete gli elementi per capire la portata delle distorsioni e manipolazioni compiute sulla Wikipedia in lingua italiana, raccontate in:. E anche quale operazione ideologica sia stata fatta per il tramite di Cristicchi e del suo spettacolo Magazzino 18 , come spiegato in:. Primi elementi di riflessione su questo li trovate in:.

I Ragazzi del '53

E questi la ripropongono tale e quale. Ne verrebbe fuori di tutto, ma veramente di tutto. Veramente incredibile. È un vero piacere leggere cose serie, fatte bene e soprattutto vere. Due notarelle, non come critica, ma come contributo: nel gruppo di fucilati del Montenegro, dei quattro che si vedono salutare col pugno, due poggiano il pugno sulla tempia.

Si potrebbe trattare di due reduci comunisti della guerra di Spagna. Si era escluso in prima istanza Katyn per la nota assenza di documentazione fotografica di quelle esecuzioni. E non si tratta di un caso isolato. Particolarmente interessante il caso di Vincenzo Serrentino. Ma non basta.

Questo tribunale doveva essere mobile, ovvero libero di spostarsi nei vari luoghi dove occorreva processare dei sospetti ribelli, in modo da svolgere i procedimenti giudiziari ed emettere le sentenze in tempi brevissimi. Lo stesso gen.

Serrentino fu catturato, processato e giustiziato in jugoslavia nel Le condanne a morte emesse dal tribunale furono in tutto più di Migliaia furono inoltre i civili deportati nei campi di concentramento italiani. Si veda ad esempio qua , a pag. Quindi, fucilato dai nazisti, ma colpa dei titini! Poterono avere i nomi che avevano nella RSI solo le formazioni del partito fascista, come le Brigate Nere, ma non quelle dello stato fascista. Anche il signor Mlinar avrebbe forse avuto maggior soddisfazione se si fosse limitato ad esprimere il suo giusto sdegno senza dare improbabili suggerimenti da Presidente a Presidente aspettandosi magari che fossero recepiti o potesse ricevere risposta alla sua lunga dissertazione di storia.

Ad ogni modo un ottimo lavoro sempre valido e da tenere aggiornato : anche questo anno la foto della fucilazione a Dane è circolata, stavolta sotto i portici della Università di Ancona, pacifica diffusione virale di ignoranza da web, anche tra universitari, non solo grafici o impiegati comunali.

Ignoranza difficile da combattere senza un dialogo con meno sospetti o pregiudizi, per quanto giustificabili, tra opposte barricate. Un culto della violenza che — checché ne dicano foibologi e altri propagandisti — era del tutto assente nelle formazioni partigiane.

I documenti ci restituiscono questo ordine di grandezza, qui non si fa altro che rilevare la corrispondenza tra quanto ci dicono le fonti verificate ed il numero di inquadrature fotografiche note. Se fosse stata una staffetta partigiana jugoslava catturata dai soldati italiani molto probabilmente sarebbe morta.

Forse non fotografavano le esecuzioni perché non avevano la morbosa volontà dei nazi e dei militari italiani di immortalare le scene di quella che LORO evidentemente consideravano un azione benemerita di estirpazione di popoli inferiori.

Sul fatto che sia una operazione voluta ad alti livelli non è un dubbio, è una certezza, che nasce dalla lettura del testo della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, un esempio da manuale di ambiguità, omissioni e indeterminatezze volte proprio a consentire un racconto falsato. Ma andiamo con ordine. La fine della guerra. Nel , dopo tre anni di guerra, le cose si erano messe male per l'Italia. Il regime fascista di Mussolini aveva decretato il proprio fallimento con la storica riunione del Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio La vendetta di Tito.

Con il crollo del regime - siamo ancora alla fine del - i fascisti e tutti gli italiani non comunisti vennero considerati nemici del popolo, prima torturati e poi gettati nelle foibe. Morirono, si stima, circa un migliaio di persone.

Le prime vittime di una lunga scia di sangue. Il freno dei nazisti. Fino alla fine di aprile del i partigiani jugoslavi erano stati tenuti a freno dai tedeschi che avevano dominato Serbia, Croazia e Slovenia con il pugno di ferro dei loro ben noti sistemi stragi, rappresaglie dieci a uno, paesi incendiati e distrutti. La liberazione degli alleati.

Fu una vera e propria gara di velocità. Ma non riuscirono ad assicurarsi la preda più ambita: la città, il porto e le fabbriche di Trieste. I numeri delle vittime. Altri furono uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati. Secondo alcune fonti le vittime di quei pochi mesi furono tra le quattromila e le seimila, per altre diecimila.

In realtà, il numero degli infoibati e dei massacrati nei lager di Tito fu ben superiore a quello temuto da De Gasperi. Le uccisioni di italiani - nel periodo tra il e il - furono almeno 20mila; gli esuli italiani costretti a lasciare le loro case almeno mila.

Come si moriva nelle foibe. I primi a finire in foiba nel furono carabinieri, poliziotti e guardie di finanza, nonché i pochi militari fascisti della RSI e i collaborazionisti che non erano riusciti a scappare per tempo in mancanza di questi, si prendevano le mogli, i figli o i genitori.

schede di storia

Le uccisioni avvenivano in maniera spaventosamente crudele. Una scarica di mitra ai primi faceva precipitare tutti nel baratro. Sul fondo chi non trovava morte istantanea dopo un volo di metri, continuava ad agonizzare tra gli spasmi delle ferite e le lacerazioni riportate nella caduta tra gli spuntoni di roccia.

Molte vittime erano prima spogliate e seviziate. Ma quante furono le persone gettate nella Foiba di Basovizza? Per quanto riguarda specificamente le persone fatte precipitare nella foiba di Basovizza, è stato fatto un calcolo inusuale e impressionante. Tenendo presente la profondità del pozzo prima e dopo la strage, fu rilevata la differenza di una trentina di metri. Lo spazio volumetrico conterrebbe le salme degli infoibati: oltre duemila vittime.

Una cifra agghiacciante. Ma anche se fossero la metà, questa rappresenterebbe pur sempre una strage immane Il monumento della Foiba di Basovizza Nel , in seguito all'intervento delle associazioni combattentistiche, patriottiche e dei profughi istriani-fiumani-dalmati, il pozzo di Basovizza e la Foiba n.

Il sito di Basovizza, sistemato dal comune di Trieste, divenne il memoriale per tutte le vittime degli eccidi del e , ma anche il fulcro di polemiche per il prolungato silenzio e il mancato omaggio delle più alte cariche dello stato.

Scarica la scheda in formato pdf. Alla fine della Seconda guerra mondiale , mentre tutta l'Italia, grazie all'esercito Anglo-Americano, veniva liberata dall'occupazione nazista, a Trieste e nell'Istria sino ad allora territorio italiano si è vissuto l'inizio di una tragedia : la "liberazione" avvenne ad opera dell'esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito.

Decine di migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime comunista.

Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava, ancora oggi ricordati come " i quaranta giorni del terrore ", visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato americano ed inglese , in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte.

Solo nell'ottobre del l'Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l'Istria all'amministrazione jugoslava. Una fuga per restare italiani, un vero Esodo biblico, affrontato con determinazione, verso un'Italia sconfitta e semidistrutta, quale reazione al violento tentativo di naturalizzazione voluta nella primavera del , dalla ferocia dei partigiani slavi.

Improvvisamente l'Istria, Fiume e la Dalmazia furono oscurate dall'ombra livida di un destino incerto e rosso di sangue innocente. La gente era bloccata dalla paura dei rastrellamenti improvvisi, delle delazioni, delle vendette e delle notizie di infoibamenti, di affogamenti e di fucilazioni che la giustizia sommaria di sedicenti tribunali del popolo irrogava a chi era colpevole di essere italiano. Le città cominciarono a svuotarsi.

Da Fiume fuggirono 54 mila su 60 mila abitanti, da Pola 32 mila, da Zara 20 mila su 21 mila, da Capodistria 14 mila su 15 mila. A questi Solo nel la Repubblica italiana riconosce le tragedie del confine orientale con una giornata, il 10 febbraio, dedicata al ricordo delle Foibe e dell'esodo istriano, fiumano e dalmato. Numerosi furono i feriti.

Qualcuno venne arrestato. Si era al culmine di un decennio tremendo e tremendo fu quel novembre di cinquant'anni fa.

In occasione del Cinquantenario del ritorno di Trieste all'Italia il Presidente della Repubblica ha insignito della Medaglia d'Oro al Valore Civile i 6 triestini che hanno dato la vita per la patria in quei giorni del ' Il 28, a Dongo, Mussolini è ucciso dai partigiani. Anche nell'estremo nord d'Italia, tacciono le armi.

Ovunque la Pace s'avvicina e con essa la gioia per la ritrovata Libertà! Trieste sta vivendo una vigilia densa di trepide attese. All'alba del 30 aprile imbraccia le armi contro i Tedeschi: questi ormai sono retro-guardie, pur combattive e non disposte a cedere.


Articoli popolari: